L’osteria la Madonnetta di Marostica.

Prima di raggiungere Vicenza Andrea ha preteso che ci fermassimo a Marostica per portarmi a cena da “La Madonnetta”, un’osteria dove ha mangiato spesso e che “ti giuro, ti piacerà”.

 

Quando ho aperto la porta, ho immediatamente compreso che aveva ragione: in un attimo mi sono ritrovata in un altro tempo, in una dimensione rustica, antica e mitica. Ho visto i viandanti, i soldati, gli anziani del paese che giocavano a carte bevendo vino, ho visto Hemingway, che nel 1918 si trovava qui, in guerra, come autista di ambulanze e corrispondente di guerra.

 

L’arredamento è autentico, ci sono le credenze con le ceramiche della nonna, quadri e quadretti con paesaggi agresti e nature morte, pentole di rame al soffitto, un camino accesso dinanzi al quale ci siamo accomodati. Tutto ci raccontava la storia più che centenaria della Madonnetta.

 

E in effetti era il 1904 quando Erminia e Giuseppe, detto Bepi, la inaugurarono. Leggo: “La mattina dell’11 novembre 1904 nonno Bepi e nonna Erminia stavano ultimando i preparativi.

Il pane era sfornato, sul fuoco del camino c’era un pentolone con la zuppa di trippe fumante e sotto le braci il maccafame era in cottura. Le caraffe di vino bianco e rosso erano pronte per la mescita.

Iniziava così, in maniera semplice, la storia della Madonnetta che è anche quella della nostra famiglia…da 116 anni”.

 

Oggi a condurre questo posto prezioso ci sono Toni e Amelia, cordiali e appassionati osti che ci hanno accolto in una maniera tutta familiare con modi gentili e un cibo buono, pulito, “giusto” (i bigoli con bacalà alla vicentina erano appetitosissimi!). E ho scoperto che tanti degli ingredienti sono coltivati nel loro orto! Ah, producono anche dei liquori con grappa di vinaccia che sarebbero da acquistare TUTTI!

 

Ho molto apprezzato che la Madonnetta partecipi attivamente a aventi che promuovono il cosiddetto slow food, come l’Alleanza Slow Food dei cuochi a Bologna e guadagni riconoscimenti per il suo lavoro innegabilmente virtuoso.

 

Siamo stati benissimo, abbiamo mangiato benissimo, l’ho adorato tantissimo.

 

E poi, al momento di salutarci, ci siamo presi il tempo di una chiacchiera e Toni mi ha rivelato di essere stato nel mio Cilento e di aver amato molti dei luoghi a me tanto cari. E così mi ha definitivamente conquistata!

 

Chi può vada a Marostica in occasione della partita a scacchi con personaggi viventi che si terra il 6-8 settembre. È un evento in costume che pari evochi una vicenda del 1454. (Per saperne di più cliccate qui).

E approfittatene per visitare il suo portentoso castello, e passeggiare per il borgo che vanta nientepopodiméno che la Bandiera arancione del Touring Club Italiano!

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