La Moda ci fa ancora sognare?​

Qualche giorno fa mi sono goduta la visione di una piccola perla cinematografica: “Mrs Harris goes to Paris”.

Narra di una signora delle pulizie, Ada Harris, che vive nella Londra degli anni ’50, è vedova, arriva con fatica alla fine del mese, frequenta persone semplici e di buon cuore come lei e desidera ardentemente che qualcosa di incredibile accada, nella sua esistenza normale, e che venga finalmente VISTA.

Un giorno, presso la casa di una sua taccagna cliente, s’imbatte in uno splendido abito di Christian Dior. Ne rimane abbagliata. Lo accarezza con garbo, lo avvicina al suo corpo immaginandoselo addosso. Se ne innamora. Letteralmente.

E dunque Ada, decide di recarsi a Parigi, per andare a comprarsi il suo Dior.

Non vi dirò altro, né accennerò al finale (vi toccherà guardarlo!), quello su cui voglio riflettere è il SOGNO DELLA MODA che ho trovato nello sguardo della protagonista. Ada brama quell’elegantissimo, principesco abito da sera perché di certo le restituirà un’immagine di sé diversa dal REALE. Prima ancora di averlo, già si pensa più bella, più affascinante, speciale e potrà finalmente essere notata, forse un uomo galante e ricco s’innamorerà di lei, magari quell’abito rappresenterà il lasciapassare per una nuova, spettacolare vita parigina.

Ecco, io ho ritrovato, in questa pellicola, il mio desiderio di bambina, di adolescente, e poi di universitaria, quando sfogliavo le riviste di moda e sospiravo bramando capi di YSL o di Prada, per dirne alcuni. Anche io, come Ada, volevo sentirmi unica, importante, stra-ordinaria mettendomi addosso questo o quel vestito o accessorio audace. E ho sempre creduto in questo potere micidiale, in questa spinta magica che la moda ci fornisce perché noi ci abbigliamo ogni giorno per andare in giro per le strade ad affermare chi siamo. O chi vorremmo che credano che siamo (l’avrò rispettata la consecutio? speriamo di sì).

La moda dice di noi che siamo coraggiose, che siamo turbate, che abbiamo fretta o che siamo, al contrario, in pace. La moda è la narrazione che forniamo all’esterno di noi stesse, dirà che siamo sobrie, incasinate, pudiche, spavalde, adolescenziali, savie. 

Ma la moda è anche quella gonna in seta, del nostro colore preferito, quell’abito così ben cucito che evidenzierebbe superbamente il nostro punto vita, sono quelle scarpe, oddio quelle scarpe francesi, in raso, con tacco a rocchetto, che ci farebbero sentire le più belle delle belle. 

Oggi la MODA ci fa ancora questo effetto? Muove ancora il sentimento dello stupore? È ancora una fantasticheria incantevole? O piuttosto la usiamo, la CONSUMIAMO. Dov’è finita Ada che arriva in capo al mondo per guadagnarsi il suo vestito scintillante che sa che riporrà nel suo armadio conservandolo con cura? 

E la MODA cosa è diventata? Possiede ancora quell’aura di eccezionalità o piuttosto è divenuta un lecca lecca da scartare, al quale ne seguirà un altro e un altro ancora?

Vi lascio con questa domanda, ho bisogno delle vostre risposte. E intanto penso alla signora Harris, ringraziandola molto per avermi ricordato cosa è per me la MODA, incanto di bambina mai sopito. Grazie Ada.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *